Ti senti il miglior sabotatore di te stesso? Puoi esserlo diventato, avendo imparato a pensare negativamente riguardo a te stesso e alla tua vita. Se è andata così, significa che aver continuato a rivolgere costantemente pensieri negativi su di te può averli naturalmente rinforzati e radicati nel corso del tempo.
E se scoprissi che ciò che pensi è in grado di influenzare il modo in cui ti vedi, vivi e reagisci alle situazioni? Tutto ciò che sei abituato a pensare di te, degli altri e del mondo circostante ha un forte impatto su come lo vivi. Può essere il prodotto combinato della predisposizione biologica, della tua formazione e delle tue esperienze di crescita. Può essersi fortemente radicato nel tuo sistema di convinzioni e di schemi di pensiero, ma può essere aggiornato e rivisitato in qualsiasi momento per migliorare il tuo benessere.
Perchè pensiamo sempre in negativo
Se ti è capitato di pensare di sentirti sbagliato nel notare questa costante tendenza al negativo, è importante che tu sappia che non dipende da te se il cervello preferisce ripetersi dei pensieri negativi, ma da una predisposizione biologica. Lo dicono le neuroscienze. Al cervello piace focalizzarsi sugli aspetti negativi. Si tratta del bias della negatività: l’innata tendenza del nostro cervello a rivolgere maggiore attenzione, dare maggiore peso e ricordare più a lungo le caratteristiche negative di una certa esperienza o situazione. Questo processo spinge a reagire di più alle informazioni negative che a quelle positive.
Al cervello, inoltre, non piace sbagliare. Grazie al bias di conferma, evita attentamente di considerare le informazioni che non confermano le idee abituali, perchè ciò potrebbe causare una sensazione di disagio. Filtrando selettivamente, la mente non si confronta con le prove contrarie e si convince di avere ragione a conservare le convinzioni negative consolidate nel tempo.
Dal punto di vista evoluzionistico, questa predisposizione alla negatività ha svolto un’importante funzione protettiva, favorendo la sopravvivenza ai pericoli; è, quindi, comprensibile l’importanza della sua presenza, ma è altrettanto chiaro quanto sia importante, dal punto di vista psicologico, contenere la sua influenza per un maggiore benessere.
Come fermare i pensieri negativi automatici
Interrompere questo condizionamento inconsapevole è possibile, allenando attivamente e regolarmente la tua mente a pensare in modo diverso a te stesso, agli altri e al mondo, rendendo più forti convinzioni più equilibrate.
Se ti accade di ricadere negli stessi pensieri negativi, puoi provare a:
- notare quando si presenta un pensiero automatico negativo e osservare l’impatto negativo che ha sul tuo stato d’animo e sul tuo comportamento (attenzione);
- accettare che possa succedere perchè è un’abitudine radicata (accettazione);
- riconoscere che non è colpa tua, non stai sbagliando se il tuo cervello ha imparato a pensarla così (deresponsabilizzazione);
- focalizzare ciò che vorresti modificare di quell’automatismo per un maggiore benessere (intenzione);
- rivalutare la stessa situazione da altri punti di vista, ridimensionando i pensieri in modo più razionale e realistico (riformulazione);
- considerare le ricadute nella vecchia abitudine come parte integrante del percorso, contrastando la tendenza a rimuginare (rivalutazione);
- riprovare secondo i nuovi schemi di pensiero e di comportamento con impegno regolare e costante (ripetizione);
- rinforzare positivamente i piccoli risultati ottenuti, nonostante le possibili ricadute (valorizzazione).
Come limitare il potere dei pensieri negativi con la pratica della gratitudine
Così come ripeterti pensieri e convinzioni negative rinforza un circolo vizioso che amplifica le emozioni e le reazioni negative alle situazioni, allo stesso modo praticare regolarmente la gratitudine allena l’abilità ad aumentare i pensieri, le emozioni ed i comportamenti funzionali ed efficaci. Introdurre questa nuova abitudine può generare un circolo virtuoso in cui, in mezzo agli aspetti negativi, possono trovare più spazio la soddisfazione e la serenità.
Vuoi provare ad esercitare quotidianamente la gratitudine? Ecco tre modi per iniziare a farlo:
- annotare, a fine giornata, i momenti che ti hanno generato emozioni positive (un risultato, uno scambio, un buon pranzo ecc.);
- esprimere riconoscenza a chi ci è stato accanto, di aiuto o di supporto per qualcosa;
- fare un bilancio mentale settimanale di ciò che è stato piacevole.
Se sei stanco di rimanere intrappolato nei soliti loop mentali negativi, hai provato invano a liberartene, ma ti sembra di non vedere una via d’uscita, è normale.
Prenderne consapevolezza è fondamentale, ma a volte può non essere sufficiente se hai interiorizzato certe abitudini da troppo tempo. Un punto di vista esterno ed esperto può aiutarti a “correggere” le tue abitudini mentali, emotive e comportamentali per migliorare la tua serenità e la tua autostima.
Cosa aspetti? Iniziamo insieme a creare un nuovo approccio più salutare e più rispettoso del tuo benessere, grazie all’efficacia delle strategie della terapia cognitivo-comportamentale.
Contattami per fissare una call conoscitiva gratuita in cui ti racconterò come poter dare una nuova direzione ai tuoi pensieri!



